Enrico Burzum Pauletto su MetalHead.it

04/03/2019
MetalHead.it

Un doppio album prog… e non metal prog, proprio il progressive anni ’80, che già almeno una decade prima aveva messo l’Italia giusto al secondo posto dell’ambiente musicale mondiale ma solo perché a occupare la prima piazza era un certo gruppo inglese…
Musica anni ’80 si diceva. Baro, lo pseudonimo di Alberto Molesini, è bene o male sempre stato presente nella scena prog tricolore, così dai suoi archivi ha deciso di rispolverare e riarrangiare due vecchi album usciti proprio nel primo lustro degli anni ’80.

“Lucillo & Giada” è un mastodontico concept diviso in 4 atti (ma qui suddiviso ulteriormente per aumentare la praticità dell’ascolto) davvero ambizioso ed avvincente. I suoni non sono stati cambiati moltissimo per quello che concerne l’atmosfera progressive, prerogativa squisitamente tricolore. È come ascoltare il suono di una macchina d’epoca riportata alla luce e sistemata con le moderne tecnologie. Cantato in italiano, offre uno spaccato di come era la musica nella penisola quasi quarant’anni or sono: testi trascendentali e mai banali, musica emotiva che scava solchi nell’animo umano, atmosfera unica e completa libertà e dedizione alla sperimentazione.

Più canonico il secondo cd, forse addirittura meno prog e più stilisticamente libero dai canoni, più fruibile ma che regala a lungo andare meno emozioni rispetto al lavoro precedente.
Gli strumenti sono suonati con tanta perfezione che è di fatto inutile starci tanto a perdere tempo, qui c’è gente che suona da talmente tanto che io manco ero nato quando aveva cominciato, quindi mi sembra iniquo soffermarsi sul punto.
Invece mi preme dire che l’opera qui (ri)esposta è davvero uno spaccato imprescindibile per gli amanti del prog, sia gli addetti ai lavori che no, registrato e riproposto in splendida forma. Quasi un lavoro nuovo di zecca…

Voto: 8/10

Dazagthot su MetalEyes.Iyezine

04/03/2019
MetalEyes.iyezine.com

PER COLORO CHE AMANO IL PROG PIÙ CLASSICO, CONTAMINATO DI ATMOSFERE ANNI OTTANTA. L'OPPORTUNITÀ DI RISCOPRIRE I PRIMI PASSI DI UN ECCELLENTE ARTISTA.

RECENSIONE 8.5

Baro è il nome d’arte di Alberto Molesini, bassista, cantante, songwriter e polistrumentista che, alla fine degli anni Settanta, fondò i Sintesi: un interessante tentativo di unire la tradizione prog inglese (Yes e King Crimson in primis) e il pop sinfonico italiano di PFM e Orme.
Nel 1980 fu realizzato al fine di alimentare il repertorio dal vivo del gruppo il concept in più atti Lucillo e Giada, una sorta di ambiziosa opera rock. Tre anni dopo fu la volta di Topic Wurlenio, altra raccolta di materiale live da proporre in concerto. Per il prog non erano, lo si rammenti, anni facili, né da noi, né all’estero. Dopo l’apparizione su una compilation di Radio Studio 24, il progetto entrò in stand-by. Molesini, durante gli anni Novanta, collaborò con gli Hydra e col duo pop metal degli Elam. Nel nuovo millennio, con l’aiuto delle nuove tecnologie, uscì quindi Utopie. Dal 2004 Molesini suona con i Marygold, ottima band progressive di casa nostra, responsabile dell’ottimo One Light Year (2017).

Tuttavia, la voglia di concretare i progetti giovanili non deve essersi nel nostro mai spenta: ecco quindi spiegato Baro Prog-jets, un lavoro di rispettoso ricupero del periodo 1980-83, con nuovi apporti ed arrangiamenti. Ci è così possibile ascoltare oggi quei due primi lavori di Baro: un prog rock tradizionale, pieno di idee e di spunti originali. Molti i temi musicali che si intrecciano in Lucillo e Giada. Topic Wurlenio venne scritto in piena epoca new wave e ne conserva giustamente le influenze, un po’ nello stile dei primi Twelfth Night.
In definitiva, due bellissimi lavori, che vedono ora finalmente la luce su doppio CD, non senza rimandi anche a BMS e Osanna.

Max Salari: prima recensione a Lucillo & Giada-Topic Würlenio

24/02/2019
NON SOLOPROGROCK.BLOGSPOT.COM

L’Andromeda Relix spesso pone l’attenzione su lavori che nel tempo non hanno avuto per qualsiasi tipo di motivo le giuste considerazioni, se non addirittura privati dell’uscita discografica. Una ricerca meticolosa e coraggiosa che molto spesso stupisce nel risultato. Capita che alcuni gruppi escono con un lavoro nel momento sbagliato, ad esempio esordire con il Progressive Rock nei primi anni ’80 è quantomeno penalizzante visto che il genere alla fine dei ’70 tira i remi in barca. Ma se qualcosa è valido lo è sempre, indipendentemente dall’anno o dalle mode.

Detto questo entriamo nel mondo di Alberto Molesini in arte Baro, bassista e polistrumentista, cantante e compositore. Negli anni ’70 ha fatto parte del gruppo La Sintesi, musicisti estimatori di band come King Crimson e Yes per le sonorità. Dal 2004 suona e scrive con la band Marygold, autrice anche dell’ottimo “One Light Year” del 2017.

Nel tempo Baro sente l’esigenza di poter dare voce a quei lavori di gioventù che poco hanno visto luce, escluso “Topic Würlenio” del 1983 pubblicato in vinile su una compilation di Radio Studio 94. Una veste nuova, ri-arrangiata, ad iniziare dal primo cd che si intitola “Lucillo & Giada”, opera Rock del 1980. Esso è un unico brano di quarantaquattro minuti suddiviso in quattro scene, un concept che parla di fantapolitica con spunti anche autobiografici.

Qui risiedono tutti i requisiti che fanno del Progressive Rock un genere a tratti sinfonico ed epico, con annessi cambi di umore e di tempo. Riesco a cogliere alcuni passaggi vocali cari a gruppi nostrani come i Giganti di “Terra In Bocca” o i New Trolls e un motivo di base che si stampa immediatamente in testa, perché la musica di Baro è altamente orecchiabile e d’effetto. Nel corso del disco, l’artista si avvale della collaborazione di special guest che rispondono al nome di Massimo Basaglia (chitarra), Gigi Murari (batteria), Paolo Zanella (tastiere) ed Elena Cipriani (voce). La suite “Lucillo & Giada” è un grande volo pindarico, pane per il Prog fans più incallito, gli anni ’70 sono prerogativa, ma anche il fatto che gli ’80 sono arrivati, così il New Prog sta covando e qualche prototipo di passaggio lo si avverte. Ovviamente non mancano (specie in alcune chitarre) i passaggi alla Genesis, immancabili maestri del genere sinfonico in esame. Sarà pure un lavoro di gioventù, ma io personalmente ci sento dentro tanto materiale e ne resto ampiamente soddisfatto e colpito.

Venendo a “Topic Würlenio” la cosa che risalta maggiormente è proprio il fatto che gli anni ’80 sono arrivati in pieno, il suono ne è spia. Il disco è suddiviso in nove tracce. L’intro di tastiere dal titolo “Mosaico D’Uomo” irrora l’ascoltatore di suoni epici e ridondanti conducendolo a “Tracce Di Un’Avventura”. Il basso gioca come sempre nella musica di Baro un ruolo quasi centrale, sciolinando riff e melodie dal suono caldo e pieno. Le parti strumentali sono sempre di grande effetto e mettono in evidenza le capacità compositive di Molesini. Belle le fughe come in “Ach The Stomach Contraction”. Buoni gli arrangiamenti, musica curata nei particolari, suoni che fanno da controcanto al refrain principale completano il sound in maniera importante. Baro gioca anche con grazia su certi passaggi strumentali, con rispetto delle melodie e buone idee, ascoltate “Chiare Gocce Di Pioggia” per credere. Ottima la title track “Topic Würlenio”, così la conclusiva “Mosaico D’Uomo”.

Simpatica nella costa della cover del cd la frase che richiama i Beatles (volutamente o no, non saprei) “Baro… With A Great Help From His Friends”.

Questo doppio lavoro di Baro sa dunque elargire molte emozioni, care a chi è intenditore di questa musica, dategli una possibilità e non ve ne pentirete. MS