G.F.Cassatella su Raw & Wild

22/04/2019
RawAndWild.it

La storia di Alberto Molesini dei Marygold affonda le proprie radici negli anni 70, ai tempi della prog band La Sintesi. Un paio di progetti discografici – Lucillo & Giada e Topic Würlenio – ideati nella prima metà degli anni 80, che hanno avuto poca fortuna, oggi vengono riproposti in doppio Cd marchiato Andromeda Relix. Con lo pseudonimo Baro, l’etichetta veneta rilancia quei brani in una nuova veste, frutto di un’operazione riarrangiamento che, comunque, non ha del tutto azzerato il sapore anni 80 dei due lavori. Perché entrambi i dischi, anche se chiaramente ispirati dai mostri sacri del prog nostrano e internazionale dei 70, risentono in qualche modo dell’influenza delle band neo-prog (non sempre amatissime dai fan della musica progressiva) che all’epoca andavano per la maggiore.

Andiamo con ordine, il primo CD, Lucillo & Giada, tra i due è quello più canonicamente prog, le atmosfere si rifanno più esplicitamente alla tradizione italica del genere, Le Orme e De De Lind sono alcuni dei nomi che mi sono tornati in mente durante l’ascolto. Il disco è strutturato in quattro passaggi differenti, che sanciscono le diverse fasi di quello che potremmo definire un concept di formazione.

Topic Würlenio sin dal suo attacco simil-Area mi ha convinto di più, rispetto al dischetto precedente si muove con maggiore disinvoltura e libertà stilistica, alla fine appare meno scolastico e “telecomandato”. Entrambi gli album presentano una registrazione impeccabile che mette in risalto le capacità tecniche dei gli strumentisti che accompagnano Baro nel suo viaggio a ritroso nel tempo. Queste opere infatti richiedono una gamma espressiva notevole, e solo un’esecuzione impeccabile può evidenziare i diversi stati d’animo dell’evolversi dei canovacci delle due trame. Il pacchetto completo è notevole oltre che utile a riportare a galla un paio di passaggi della storia minore e più nascosta della storia della musica rock italiana. Per collezionisti e completisti, che non si accontentano dei soliti cinque o sei nomi maggiori.

Voto: 7.5/10

Raffaele Astore su RockGarage.it

31/03/2019
RockGarage.it

È stata una sorpresa ritornare indietro nel tempo di un progressive che fu ma che, viste le continue produzioni che ascoltiamo o recensiamo, non tramonta mai. E meno male perché, quando parliamo di progressive, intendiamo dire musica qualitativa e quantitativa visto la mole di strumenti necessari a produrla. Bene, detto ciò, veniamo a questo esordio dei Baro Prog-jets che è davvero un ottimo esempio di progressive anni settanta, o giù di lì, con atmosfere che richiamano grandi band italiane con vicinanze particolari, per i cori, ai mai dimenticati New Trolls, quelli però dell’era primitiva. In realtà quello che abbiamo nel lettore sono due album contenuti in uno, vale a dire una mole di lavoro non indifferente soprattutto per noi che ci apprestiamo a parlarne. E vista la considerevole mole di pezzi presenti in questa, chiamiamola, raccolta, non fateci faticar tanto perché per capirne la vera essenza di tutta questa produzione è necessario arricchire la propria discoteca andando ad acquistare l’album.

Ma torniamo ai contenuti di questo lavoro: Baro ha voluto con questa produzione dare spazio a composizioni realizzate nel tempo dando un nuovo costume alle stesse che hanno portato poi alla realizzazione di Lucillo & Giada il primo CD in custodia. Ed è qui, in questo primo CD, che tutte le atmosfere progressive si diramano passando dal classicismo all’intersecazione di più strumenti che hanno fatto grande questo genere, che varia tra sinfonia e rapsodie epiche. E non è nemmeno un caso che il CD Lucillo & Giada, composto da undici brani sia suddiviso in quattro scene quasi fosse una suite teatrale, anzi musicale. Bel lavoro non c’è che dire! Baro, poi, avvalendosi di grandi musicisti, porta la musica composta ad altezze inusuali dove sono palpabili alcuni passaggi di stampo Genesis con tocchi di chitarra acustica ed un tastierismo che è davvero intenso. Ma Baro non dimentica mai, nemmeno per un attimo, quelle che sono le sue radici musicali, cioè il progressive tricolore fatto di grandi suoni e grandi voci che hanno come riferimento non solo i New Trolls degli esordi ma anche la P.F.M. delle produzioni americane quando, il nostro progressive sbarcò oltreoceano. Insomma, un doppio CD che a noi sembra essere stato realizzato per suddividere le annate, vale a dire Lucillo & Giada rivolto più al rock anni 70 mentre con Topic Würlenio l’era è quella anni 80, un ventennio insomma suddiviso in due contraddistinti CD.

C’è una cosa in più però in questi due contraddistinti lavori che bisogna sottolineare: se si vogliono ascoltare i fasti di un passato che spesso ritorna – dicasi ad esempio Osanna, P.F.M., New Trolls o altro, è sufficiente mettersi all’ascolto di Lucillo & Giada e poi di Topic Würlenio per sentirsi catapultati in pieno anni 70 e 80. E non è un caso che sia così perché, la musica di quell’epoca è più attuale che mai. Sarà perché quando lo davano per spacciato lui, il progressive intendiamo, ha giocato un brutto scherzo a tanti di coloro che lo consideravano ormai sulla via del tramonto; già, perché, il rock non è mai morto…e nemmeno il progressive. E meno male. Buon ascolto a tutti.

Voto: 7/10

Romano Depolo su Rock Hard

Aprile 2019

Andromeda Relix riporta alla luce due lavori composti negli anni '80 da Alberto Molesini, cantante bassista, compositore e polistrumentista veronese con il nome d’arte Baro. Nel primo CD è presentata Lucillo & Giada, un’opera rock risalente al 1980 che raccoglie a piene mani le sonorità dei grandi gruppi progressive degli anni 70 con YES e Gentle Giant su tutti, senza dimenticare la gemma italiana che porta il nome di PFM. Ci troviamo davanti a un concept cantato in italiano che descrivendo in modo apparentemente ingenuo il rapporto tra un uomo e una donna sballottati tra dimensioni diverse riesce a sviluppare tematiche ben più profonde e complesse. II basso è la trave portante su cui si basa la musica che scorre in modo sinuoso a volte orecchiabile, ma senza mai fornire facili appigli o banali vie di fuga.
Il secondo disco Topic Wùrlenio presenta invece composizioni scritte nel 1983 che risentono In modo evidente della progressione musicale e di un'influenza new wave che contribuisce a rendere l'approccio musicale più somplice e accessibile. La componente prog risulta pertanto più annacquata ed è forse meno percepibile.
In conclusione, un progetto sicuramente interessante che specialmente nella sua prima parte riporta alla luce sonorità che sono da sempre punto di ritrovo per chi apprezza spunti originali Romano Depolo
Voto: 6,5

Valentino Butti su Arlequins.it

30/03/2019
Arlequins.it

Alberto Molesini, in arte “Baro”, polistrumentista veneto, iniziò a comporre i due album che vedono, grazie all’Andromeda Relix, solo oggi la luce, circa quaranta anni fa, ancora adolescente. In particolare la prima versione di “Lucillo & Giada” fu elaborata a cavallo degli anni ‘70 e ’80, quando era uno dei membri del gruppo “La Sintesi”, mentre del periodo 1981/83 è “Topic Würlenio”. Entrambi i lavori avevano la funzione primaria di “creare” una set-list live per il gruppo. Dopo ulteriori esperienze, l’ultima delle quali come bassista-ospite dei “Marygold” (bello il loro “One light year”), una serie di combinazioni (la conoscenza dei responsabili della Andromeda Relix, l’essere citato in un libro dedicato al progressive italiano) convincono Molesini a riprendere in mano il materiale composto in gioventù. Ecco, dunque, questo doppio cd, edito proprio dalla Andromeda Relix nei primi mesi del 2019.
Il primo “Lucillo & Giada” è un concept album fantapolitico suddiviso come in un’opera teatrale in 4 scene (per 11 canzoni totali e 44 minuti di durata) in cui Molesini si occupa, oltre che del basso, delle chitarre, delle tastiere e del canto. Ospiti dell’album Gigi Murari alla batteria, Massimo Basaglia alle chitarre in alcuni brani, Paolo Zanella al piano (in un brano) ed Erica Cipriani alla voce (anche lei in un solo brano), cioè la line-up de “La Sintesi” che proponeva on stage l’opera o almeno una parte di essa. Superfluo soffermarci sui singoli brani, meglio considerare l’album nel suo insieme come un unico lungo pezzo: ecco un raffinato prog sinfonico, cantato in italiano (tranne un brano… bilingue…), ricco di impasti vocali (un po’ alla New Trolls), di notevole vivacità melodica, con buoni passaggi strumentali più vicini al rock/new prog dei primi anni ‘80 (anni in cui fu elaborato il concept, non dimentichiamolo) che non alle sonorità del decennio d’oro precedente. Se proprio fossimo“costretti” a scegliere un brano che più di altri sappia rappresentare al meglio il progetto sceglieremmo “Il polo di Eden”, con una morbida introduzione affidata alla chitarra acustica ed al flauto seguito da un crescendo strumentale che anticipa il cantato. Segue una svolta appena più heavy con la chitarra elettrica in evidenza in alternanza con le tastiere e poi, a chiudere, canti e controcanti ariosi. Nel complesso un lavoro gradevole, a tratti ingenuo, ma con delle belle idee non sempre portate compiutamente a termine… ma era un Molesini molto molto giovane.
Di tutt’altro “peso” è “Topic Würlenio”, suddiviso in 9 tracce che, benché slegate tra loro, hanno come corollario la traccia 1 e la traccia 9 col medesimo titolo “Mosaico d’uomo-intro” e …”Mosaico d’uomo” (diviso in tre sezioni). Enfatica e breve introduzione di tastiere la prima, brillante, ma dai suoni un po’ “freddi” la seconda. Largo spazio affidato ai cori, sempre piacevoli, che rimandano ai New Trolls e al… Castello di Atlante. Quello dei suoni “freddi” è un po’ il segno dei tempi, i primi anni ’80, quindi non ci stupiamo più di tanto di fronte a certe sonorità, come nella gradevole “Tracce di un’avventura”, con il basso in primo piano e tastiere sfavillanti. “Ach the stomach contraction”, introdotta dalla chitarra acustica, è un altro pezzo riuscito, con notevoli linee di basso, interessanti squarci strumentali, mentre difettano un poco le parti cantate. Il tentativo di fare convivere l’easy listening vocale con strutture musicali più complesse è il fil rouge degli altri brani e non sempre il risultato convince: insipida “Attesa” e troppo melensa “Chiare gocce di pioggia”. La title track risulta essere una delle tracce più interessanti con trame articolate veramente piacevoli. Un lavoro, questo “Topic Würlenio”, con luci ed ombre. Le “luci” sono la facilità melodica che pervade le composizioni di Molesini, dalle più semplici alle più elaborate. Le “ombre” sono le già citate sonorità usate che, paradossalmente, appaiono più datate che non quelle “vintage” anni ’70 e inoltre una certa ripetitività delle soluzioni canore. Vediamo ora cosa Molesini/Baro vorrà fare “da grande”, se riaprire ancora una volta i cassetti di gioventù oppure dedicarsi a musica nuova di zecca.

Mario Giammetti su Classic Rock

Marzo 2019

Reperti prog
Fin dagli anni 70 e attivo in diversi progetti (La Sintesi. Marygold), il bassista Baro raccoglie in un doppio Cd due album registrati tra il l’80 e l'83 ma mai pubblicati. LUCILLO & GIADA è un concept prog bucolico a tratti vicino ai New Trolls, mentre TOPIC WURLENIO abbraccia anche l'electro funky. Il tutto suonato, e bene. Il canto, invece, non sempre convince altrettanto.
Mario Giammetti

Enrico Burzum Pauletto su MetalHead.it

04/03/2019
MetalHead.it

Un doppio album prog… e non metal prog, proprio il progressive anni ’80, che già almeno una decade prima aveva messo l’Italia giusto al secondo posto dell’ambiente musicale mondiale ma solo perché a occupare la prima piazza era un certo gruppo inglese…
Musica anni ’80 si diceva. Baro, lo pseudonimo di Alberto Molesini, è bene o male sempre stato presente nella scena prog tricolore, così dai suoi archivi ha deciso di rispolverare e riarrangiare due vecchi album usciti proprio nel primo lustro degli anni ’80.

“Lucillo & Giada” è un mastodontico concept diviso in 4 atti (ma qui suddiviso ulteriormente per aumentare la praticità dell’ascolto) davvero ambizioso ed avvincente. I suoni non sono stati cambiati moltissimo per quello che concerne l’atmosfera progressive, prerogativa squisitamente tricolore. È come ascoltare il suono di una macchina d’epoca riportata alla luce e sistemata con le moderne tecnologie. Cantato in italiano, offre uno spaccato di come era la musica nella penisola quasi quarant’anni or sono: testi trascendentali e mai banali, musica emotiva che scava solchi nell’animo umano, atmosfera unica e completa libertà e dedizione alla sperimentazione.

Più canonico il secondo cd, forse addirittura meno prog e più stilisticamente libero dai canoni, più fruibile ma che regala a lungo andare meno emozioni rispetto al lavoro precedente.
Gli strumenti sono suonati con tanta perfezione che è di fatto inutile starci tanto a perdere tempo, qui c’è gente che suona da talmente tanto che io manco ero nato quando aveva cominciato, quindi mi sembra iniquo soffermarsi sul punto.
Invece mi preme dire che l’opera qui (ri)esposta è davvero uno spaccato imprescindibile per gli amanti del prog, sia gli addetti ai lavori che no, registrato e riproposto in splendida forma. Quasi un lavoro nuovo di zecca…

Voto: 8/10

Dazagthot su MetalEyes.Iyezine

04/03/2019
MetalEyes.iyezine.com

PER COLORO CHE AMANO IL PROG PIÙ CLASSICO, CONTAMINATO DI ATMOSFERE ANNI OTTANTA. L'OPPORTUNITÀ DI RISCOPRIRE I PRIMI PASSI DI UN ECCELLENTE ARTISTA.

RECENSIONE 8.5

Baro è il nome d’arte di Alberto Molesini, bassista, cantante, songwriter e polistrumentista che, alla fine degli anni Settanta, fondò i Sintesi: un interessante tentativo di unire la tradizione prog inglese (Yes e King Crimson in primis) e il pop sinfonico italiano di PFM e Orme.
Nel 1980 fu realizzato al fine di alimentare il repertorio dal vivo del gruppo il concept in più atti Lucillo e Giada, una sorta di ambiziosa opera rock. Tre anni dopo fu la volta di Topic Wurlenio, altra raccolta di materiale live da proporre in concerto. Per il prog non erano, lo si rammenti, anni facili, né da noi, né all’estero. Dopo l’apparizione su una compilation di Radio Studio 24, il progetto entrò in stand-by. Molesini, durante gli anni Novanta, collaborò con gli Hydra e col duo pop metal degli Elam. Nel nuovo millennio, con l’aiuto delle nuove tecnologie, uscì quindi Utopie. Dal 2004 Molesini suona con i Marygold, ottima band progressive di casa nostra, responsabile dell’ottimo One Light Year (2017).

Tuttavia, la voglia di concretare i progetti giovanili non deve essersi nel nostro mai spenta: ecco quindi spiegato Baro Prog-jets, un lavoro di rispettoso ricupero del periodo 1980-83, con nuovi apporti ed arrangiamenti. Ci è così possibile ascoltare oggi quei due primi lavori di Baro: un prog rock tradizionale, pieno di idee e di spunti originali. Molti i temi musicali che si intrecciano in Lucillo e Giada. Topic Wurlenio venne scritto in piena epoca new wave e ne conserva giustamente le influenze, un po’ nello stile dei primi Twelfth Night.
In definitiva, due bellissimi lavori, che vedono ora finalmente la luce su doppio CD, non senza rimandi anche a BMS e Osanna.

Max Salari: prima recensione a Lucillo & Giada-Topic Würlenio

24/02/2019
NON SOLOPROGROCK.BLOGSPOT.COM

L’Andromeda Relix spesso pone l’attenzione su lavori che nel tempo non hanno avuto per qualsiasi tipo di motivo le giuste considerazioni, se non addirittura privati dell’uscita discografica. Una ricerca meticolosa e coraggiosa che molto spesso stupisce nel risultato. Capita che alcuni gruppi escono con un lavoro nel momento sbagliato, ad esempio esordire con il Progressive Rock nei primi anni ’80 è quantomeno penalizzante visto che il genere alla fine dei ’70 tira i remi in barca. Ma se qualcosa è valido lo è sempre, indipendentemente dall’anno o dalle mode.

Detto questo entriamo nel mondo di Alberto Molesini in arte Baro, bassista e polistrumentista, cantante e compositore. Negli anni ’70 ha fatto parte del gruppo La Sintesi, musicisti estimatori di band come King Crimson e Yes per le sonorità. Dal 2004 suona e scrive con la band Marygold, autrice anche dell’ottimo “One Light Year” del 2017.

Nel tempo Baro sente l’esigenza di poter dare voce a quei lavori di gioventù che poco hanno visto luce, escluso “Topic Würlenio” del 1983 pubblicato in vinile su una compilation di Radio Studio 94. Una veste nuova, ri-arrangiata, ad iniziare dal primo cd che si intitola “Lucillo & Giada”, opera Rock del 1980. Esso è un unico brano di quarantaquattro minuti suddiviso in quattro scene, un concept che parla di fantapolitica con spunti anche autobiografici.

Qui risiedono tutti i requisiti che fanno del Progressive Rock un genere a tratti sinfonico ed epico, con annessi cambi di umore e di tempo. Riesco a cogliere alcuni passaggi vocali cari a gruppi nostrani come i Giganti di “Terra In Bocca” o i New Trolls e un motivo di base che si stampa immediatamente in testa, perché la musica di Baro è altamente orecchiabile e d’effetto. Nel corso del disco, l’artista si avvale della collaborazione di special guest che rispondono al nome di Massimo Basaglia (chitarra), Gigi Murari (batteria), Paolo Zanella (tastiere) ed Elena Cipriani (voce). La suite “Lucillo & Giada” è un grande volo pindarico, pane per il Prog fans più incallito, gli anni ’70 sono prerogativa, ma anche il fatto che gli ’80 sono arrivati, così il New Prog sta covando e qualche prototipo di passaggio lo si avverte. Ovviamente non mancano (specie in alcune chitarre) i passaggi alla Genesis, immancabili maestri del genere sinfonico in esame. Sarà pure un lavoro di gioventù, ma io personalmente ci sento dentro tanto materiale e ne resto ampiamente soddisfatto e colpito.

Venendo a “Topic Würlenio” la cosa che risalta maggiormente è proprio il fatto che gli anni ’80 sono arrivati in pieno, il suono ne è spia. Il disco è suddiviso in nove tracce. L’intro di tastiere dal titolo “Mosaico D’Uomo” irrora l’ascoltatore di suoni epici e ridondanti conducendolo a “Tracce Di Un’Avventura”. Il basso gioca come sempre nella musica di Baro un ruolo quasi centrale, sciolinando riff e melodie dal suono caldo e pieno. Le parti strumentali sono sempre di grande effetto e mettono in evidenza le capacità compositive di Molesini. Belle le fughe come in “Ach The Stomach Contraction”. Buoni gli arrangiamenti, musica curata nei particolari, suoni che fanno da controcanto al refrain principale completano il sound in maniera importante. Baro gioca anche con grazia su certi passaggi strumentali, con rispetto delle melodie e buone idee, ascoltate “Chiare Gocce Di Pioggia” per credere. Ottima la title track “Topic Würlenio”, così la conclusiva “Mosaico D’Uomo”.

Simpatica nella costa della cover del cd la frase che richiama i Beatles (volutamente o no, non saprei) “Baro… With A Great Help From His Friends”.

Questo doppio lavoro di Baro sa dunque elargire molte emozioni, care a chi è intenditore di questa musica, dategli una possibilità e non ve ne pentirete. MS